Mercoledì, 22 Ottobre 2014 | Scritto da: didattica

1914 -1918

L’INUTILE MASSACRO

2^ INCONTRO DEL POLO CITTATTIVA PER L’ ASTIGIANO E L’ ALBESE

I.C. DI S. DAMIANO D’ASTI A.S. 2014/2015

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A cento anni dall’ inizio della Prima Guerra Mondiale e a quasi un secolo dall’ ingresso nel conflitto dell’ Italia, rimangono ancora oggi molti gli aspetti poco conosciuti alla maggior parte delle persone.

Giovedì 30 ottobre 2014, presso il Museo Arti e Mestieri di un Tempo di Cisterna d’Asti se ne è discusso con la dott.ssa  Nicoletta Fasano, ricercatrice Israt. Titolo della serata dal titolo “1914 – 1918. L’inutile massacro” . L’incontro è stato organizzato dal Polo Cittattiva per l’Astigiano e l’Albese in collaborazione con l’Israt e il Museo di Cisterna d’Asti.

Il titolo dell’ appuntamento nasce da una pubblicazione e da una mostra itinerante realizzate nel 2007 dall’ Israt per ricordare il novantesimo anniversario di Caporetto. Entrambe erano già state presentate dal Polo Cittattiva  ma, vista la densità degli argomenti trattati, si è ritenuto opportuno riproporre l’incontro a Cisterna d’Asti. Infatti, come ha sottolineato la dott.ssa Fasano, da anni l’ Israt sta lavorando per restituire il volto di questa guerra non solo tramite il resoconto delle date delle battaglie ma attraverso uno sguardo anche di tipo antropologico e sono sempre moltissimi gli aspetti su cui riflettere.

Nonostante sia trascorso un secolo, come si diceva in apertura, il Primo Conflitto mondiale, rimane presente sui nostri territori in modo molto più tangibile di quanto si pensi.

Sacrari, monumenti, viali della Rimembranza… ancora riportano i nomi dei nostri sfortunati antenati, spesso ragazzi, sacrificati senza pietà. In ogni caso, come si sottolineava, rimangono pressochè sconosciuti molti aspetti. Ad esempio si ritiene che il conflitto successivo, durato circa cinque anni, abbia prodotto un numero maggiore di vittime. In realtà, tenendo conto che in questo caso le vittime furono militari, non fu così. Il territorio dell’astigiano (che ancora non esisteva come provincia) pagò con 4620 caduti militari il prezzo del primo conflitto mentre nel secondo furono 4000 circa tra civili e militari. La certezza è che fu un’immane tragedia che ha segnò l’inizio del secolo breve e ciascuna delle nostre famiglie nel peggiore dei modi.

Le conquiste scientifiche vennero applicate alla guerra e comparirono armi mai utilizzate prima che, a fianco alla nascita dell’ industria bellica su larga scala, determinarono quella della chirurgia plastica e ricostruttiva per porre rimedio alle terribili ferite provocate da questi nuovi mezzi di distruzione.

Non solo: il volto delle montagne, teatro del conflitto, vennero modificate per la costruzione delle trincee ma anche a causa dei colpi dell’artiglieria e del disboscamento praticato su larga scala.

Numerosi anche i cambiamenti di tipo sociale: le donne presero il posto degli uomini e saranno sempre loro a protestare – anche nelle nostre campagne – per chiedere con forza la fine del conflitto. Per questo furono punite con pene severe, spesso detentive che, però,  non frenarono la loro implacabile richiesta di pace.

Un conflitto unico, terribile, il cui contributo di sangue non fu in grado di soffocare  un nuovo conflitto che, dopo solo due decenni, si stava già affacciando sugli stessi scenari del massacro.

Il prossimo appuntamento organizzato dal Polo Cittattiva, si terrà al Castello di Cisterna, giovedì 13 novembre 2014, alle ore 21,00. Mario Renosio, direttore scientifico dell’ Israt, presenterà il suo ultimo libro “Pronto, qui prima linea” (Ed. Anordest) scritto con il giornalista Rai Michele Ruggiero. È la storia di una formazione terroristica a cavallo tra gli anni settanta e ottanta in un’italia divisa tra grandi speranze di rinnovamento e l’illusione omicida della rivoluzione.

Introduce la serata Alessandro Cerrato.

G. Cravanzola


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