Domenica, 25 Febbraio 2018 | Scritto da: didattica

territori ritrovati“LANGHE E ROERO: DUE RIVISTE A CONFRONTO PER RACCONTARE DUE TERRITORI

19^ INCONTRO DEL POLO CITTATTIVA PER L’ASTIGIANO E L’ALBESE

PER L’A.S. ‘17/’18

REGISTRAZIONE DELL’INCONTRO IN FORMATO MP3

Giovedì 22 marzo 2018, il Castello di Cisterna d’Asti ha ospitato un’ originale iniziativa per riflettere – attraverso due riviste – di due territori attigui, uguali e diversi: la Langa e il Roero.

langheroero

I titoli di queste importanti pubblicazioni sono “Roero terra ritrovata”“Langhe cultura e territorio”.L’incontro dal titolo “Langhe e Roero: due riviste a confronto” è stata organizzata dal Polo Cittattiva per l’Astigiano e l’Albese – I.C. di S. Damiano d’Asti, da Museo e Comune di Cisterna d’Asti, dalla Fra Production Spa, da Cinema Cristallo di S. Damiano e Aimc di Asti all’interno del progetto “Diritti verso il 2018“.

Andrea Cane, Donato Bosca, Paolo Ferruccio Cuniberti, Roberto Savoiardo si sono confrontati sull’argomento con Luciano Bertello che ha moderato l’incontro.

“L’albesità è il valore che ci unisce attraverso la cultura. Primordialmente, Langhe  e Roero erano un unico altipiano fino a quando la cattura del Tanaro ha mescolato il processo di separazione. Successivamente, questi territori hanno avuto una storia diversa. Il Roero ha ritrovato la sua identità storica che non era riconosciuta ed oggi lo è grazie ad un grande lavoro di ricerca d’archivio. Le Langhe, invece, sono da sempre ben individuate, sono diventate un mito letterario  attraverso Pavese e Fenoglio. Se il Roero ha dovuto trovare una legittimazione, le Langhe hanno dovuto ritrovare i valori perché quelle vitivinivole sono fonte di benessere condotta in modo manageriale spesso lontana dalla terra. Donato Bosca è stato capace con il suo lavoro di recuperare la Langa dei valori” ha detto Luciano Bertello. In effetti, la Langa  raccontata nella rivista diretta da Donato Bosca, è quella minore meno patinata ma non meno importante. Nel 2009, è uscito il primo numero di “Langhe cultura e territorio” proprio partendo dalla storia di personaggi meno eclatanti e, nel corso degli anni, ha raggiunto una tiratura di mille copie all’anno. La rivista apre a storie che la gente non avrebbe mai raccontato ma che sono la vera anima di questa zona.

Andrea Cane ha invece raccontato l’esperienza di “Roero terra ritrovata” nata dal lavoro di ricerca sul territorio partita negli anni ’70 la ricerca d’archivio e, successivamente, dalla crescente consapevolezza delle amministrazioni che hanno cominciato a unirsi e collaborare per contare di più. Il titolo prende a prestito quello di un libro pubblicato nel ’97 per volere dei sindaci. “Siamo andati alla ricerca di radici e storie. Il primo numero uscì nel luglio del 2008 e, a oggi, sono state pubblicate 1 500 pagine di storie del Roero” ha detto Andrea Cane. Quindi – come ha sottolineato Bertello – queste due riviste sono complementari per raccontare somiglianze e differenze di due territori.  Infatti, come ha detto Cuniberti che collabora con Bosca, spesso chi abita nel Roero guarda le Langhe e gli scambi culturali sono stati intensi e continui che ben documentano le due riviste. Di ponti e tradizioni comuni ha parlato anche Roberto Savoiardo che collabora ad entrambe le riviste.  Purtroppo, come hanno sottolineato i relatori, le difficoltà non mancano, prima tra tutte la sensazione che tutto sia già stato raccontato, la diminuzione dei finanziamenti… . Sicuramente, sono importanti risorse la scuola ma anche il lavoro dei sindaci che, forse, negli ultimi anni è stato meno consapevole di quanto non lo fosse una decina di anni fa.

Inoltre, come ha detto Cuniberto, sarebbe importante che le riviste si facessero promotrici di una visione del territorio per il futuro.

Giovanna Cravanzola

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