Sabato, 10 Novembre 2012 | Scritto da: didattica

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POTETE SCARICARE LA REGISTRAZIONE DELLA SERATA ALLA PAGINA: http://www.scuolealmuseo.it/registrazioni_download.html

“LA PRIMAVERA ARABA UN ANNO DOPO”

7^ INCONTRO DEL POLO CITTATTIVA PER L’ASTIGIANO E L’ALBESE PER L’A.S. ‘12/’13

A circa un anno di distanza dal primo incontro, giovedì 15 novembre 2012, Domenico Quirico è ritornato come gradito ospite al Castello di Cisterna d’Asti. Titolo della serata “La speranza negata… La Primavera Araba un anno dopo”. L’incontro - organizzato dal Polo Cittattiva per l’Astigiano e l’Albese con il Museo Arti e Mestieri di un Tempo - è stato introdotto da Sandro Cerrato che, ancora una volta, si è dimostrato un interlocutore attento ed acuto.

Punto di partenza è stata una riflessione sul significato di inviato che, secondo Quirico, è un mestiere che sta scomparendo a causa dei costi e dei nuovi mezzi di comunicazione che permettono, anche a distanza, di raccogliere informazioni in tempo reale sui fatti. Ma fare l’inviato non è solo questo perchè questa figura professionale ha costruito la storia del giornalismo grazie a persone che hanno voluto conoscere a fondo le realtà, uscendo dalle camere di alberghi di lusso e mettendo anche a rischio la propria incolumità. Oggi il quotidiano di carta, a detta di molti, sta esaurendo la sua funzione soppiantato da altri mezzi più veloci e dotati della capacità di aggiornamento in tempo reale. Quindi la figura dell’inviato è ormai simile a quella di un antico mestiere come il sellaio e il maniscalco. Ma il paragone non è casuale perché l’inviato è un vero artigiano nel suo lavoro. Quirico si è definito un viaggiatore, cioè una persona che riesce a raggiungere luoghi - spesso senza documenti - dove il turismo di massa non arriva, confondendosi tra la popolazione locale anche dove l’occidentale viene visto come un nemico o una fonte di guadagno. Pertanto un viaggio nel suo concetto vero: un rapido traferimento non solo per raggiungere ma per guadagnarsi la meta. Un viaggio per sentirsi come Ulisse che, sfidando se stesso, diventa un’altra cosa. Un viaggio come esperienza in coscienza, raccontando ciò che si vede con l’intento di diventare parte di ciò che si scrive pur non avendo mai la certezza che la cosa accada anche in chi legge. Un viaggio dove l’importante non è arrivare alla fine dell’esperienza perché la vera esperienza è vedere e sentire minuto per minuto le cose che accadono intorno e, al ritorno, sentirsi profondamente trasformati. Questa è una straordinaria ginnastica interiore che è arricchente emotivamente ed intettualmente. Per questo per Quirico, fare l’inviato significa consumare suole e rischiare la pelle non per andare alla ricerca di esperienze estreme ma per una condivisione dei rischi rispetto ai protagonisti della storia che si racconta perché occorre essere all’interno per comprendere i fatti. Solo così si è onesti nei confronti di coloro che vengono raccontati e solo così si può sostenere che, anche solo nella piccola parte che si è scritta, si è cercata la verità. Infatti, in questo modo, il giornalismo diventa verità. Come ha sottolineato Cerrato, le vicende di Quirico come inviato nel 2011, lo hanno catapultato in una parte del male del mondo. Però Quirico ha tenuto a precisare che, spesso, ha anche avuto modo di cogliere atti di immensa umanità. Infatti una delle cose che più lo affascina è il rapporto tra peccato e grazia ed è quindi alla perenne ricerca di luoghi dove sia visibile questa relazione. Nella guerra questo rapporto è immanente: crudelta, pietà e compassione si mescolano. Venti anni di incontri hanno fatto in modo che si lasciasse alle spalle pregiudizi ed idee sbagliate sull’uomo. Sandro Cerrato, a partire da queste considerazioni, ha posto un’altra serie di interrogativi molto importanti: la Primavera Araba si può associare, oggi, alla speranza negata, ad una disillusione rispetto a quanto si era ipotizzato un anno fa? E poi, è stata davvero una rivoluzione o si è trattato di una ribellione sporadica e transitoria?

Secondo Quirico la Primavera Araba è stata davvero una rivoluzione perché è stata in grado di sostituire radicalmente la classe dirigente portando al potere gruppi islamici. Oggi in Egitto troviamo i Fratelli Musulmani mentre in Libia si esce da una guerra tribale ed è ancora troppo presto prevedere come andrà a finire. Prima in Tunisia ed in Egitto i gruppi di potere erano diversi, mentre adesso ci sono dei conservatori islamici che appartengono ad un’ala radicale. Tutto ciò, per molti analisti occidentali, è un’involuzione, la dimostrazione che queste rivoluzioni hanno negato la speranza di libertà e democrazia in queste zone. In realtà l’Occidente, spesso abituato ad osservare il mondo solo dal proprio punto di vista, si aspettava una rivoluzione di stampo europeo mentre i fatti hanno seguito una logica diversa che, però, non è stata imposta ma è arrivata grazie alla libera scelta delle popolazioni locali. Infatti le elezioni in Tunisia ed Egitto sono state regolari. L’errore è voler conoscere questi Paesi utilizzando uno sguardo che non è il loro, un modo colonialista di pensare. Ovviamente, oggi, queste scelte sono una fonte di timore per i Paesi occidentali.

La situazione in Siria è parte della Primavera Araba ed è nata dall’indignazione popolare a causa della detenzione e della tortura di un gruppo di bambini che avevano osato scrivere slogan contro il potere. La risposta del governo è stata terribile e, ad oggi, migliaia di civili hanno perso e stanno perdendo la vita sotto bombardamenti che utilizzano bombe che sviluppano un calore tale da sciogliere gli edifici, gli ospedali… senza contare le torture inflitte ai civili prigionieri nelle carceri siriane. Quirico ha riferito dei suoi viaggi in quella zona e di territori popolosi che, nel giro di poche settimane, si sono trasformate in enormi cumuli di macerie: un’ enorme Stalingrado. Infatti, l’esercito siriano è ben armato, pronto a tutto e sarebbe capace di soffocare pochissimi giorni la rivolta ma preferisce agire a poco a poco perché, in caso contrario, si aprirebbe il silenzio colpevole dell’Occidente che oggi, di fatto, tace per il timore che la caduta del governo possa determinare una svolta integralista che, invece, sta già avvenendo. Negli ultimi mesi, infatti, dove prima non erano presenti, combattono in prima linea le Brigate internazionali islamiche che sono composte anche da uomini di Al Qaeda. Quindi questi mesi di rivolta hanno già portato al modificarsi del modo di pensare della popolazione che, al posto di questa dittatura laica e crudele, combatte per diventare un Paese islamico anche se, in un primo tempo, richiedeva un aiuto occidentale non come intervento diretto ma come armamenti. Numerosissimi altri argomenti sono stati trattati durante la serata: la Somalia, gli aiuti umanitari, il Ruanda… una serata davvero densissima che si è conclusa con la considerazione di Quirico che, nonostante tutto, la speranza è che tutto questo un giorno si trasformi perché c’è l’enormità del male ma anche del bene, basta saperli leggere con l’umiltà di usare anche modelli diversi dai nostri per comprenderli.

Prossimi incontri organizzati dal Polo Cittattiva per l’Astigiano e l’Albese con il Museo Arti e Mestieri:

Venerdì 23 novembre 2012 alle ore 21,00 presso il Teatrino Parrocchiale di Cisterna d’Asti, la dott.ssa Annalisa Casoni, psicologa, tratterà “Emozioni ed apprendimento”. L’incontro rientra all’interno della “Settimana del benessere psicologico in Piemonte” organizzato dall’ Ordine degli psicologi, la Regione Piemonte, le Province, l’Unicredit e la Coop.

Giovedì 29 novembre 2012, alle ore 21,00 presso il Teatrino Parrocchiale di Cisterna d’Asti, con Fiorella Olivetti e Cristiano Tarabra, rispettivamente infermiera e medico. Titolo della serata. “Fiorella e Cristiano portatori di speranza: l’esperienza di due volontari dell’OMG all’ospedale di Chacas in Perù”. Introduce don Luigi Binello, parrocco di Cisterna d’Asti.

Lunedì 3 dicembre 2012 alle ore 21,00 presso il Teatrino Parrocchiale di Cisterna d’Asti, la dott.ssa Barbara Digiovanni, psicologa, tratterà “I disturbi specifici dell’apprendimento”. L’incontro rientra all’interno della “Settimana del benessere psicologico in Piemonte” organizzato dall’Ordine degli psicologi, la Regione Piemonte, le Province, l’Unicredit e la Coop.

Giovanna Cravanzola

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