Mercoledì, 11 Novembre 2020 | Scritto da: didattica


LA SOCIETÀ DELLA FIDUCIA. DA PLATONE A WHATSAPP”

ANTONIO SGOBBA HA DISCUSSO DEL SUO NUOVO LIBRO CON MAURO FERRO

IN VIDEOCONFERENZA PER IL POLO CITTATTIVA

Fiducia, parola che spesso compare nelle discussioni e riflessioni solitarie della maggior parte delle persone ma di cosa si tratta davvero? Antonio Sgobba ha approfondito questo tema nel suo ultimo libro ”La società della fiducia. Da Platone a whatsapp” (Il Saggiatore). Ne ha discusso con Mauro Ferro l’ 11 novembre 2020 nella videoconferenza organizzata dal Polo cittattiva per l’astigiano e l’albse – I.C. di S. Damiano e Museo Arti e Mestieri di un Tempo con Fra production spa, Acli e Aimc di Asti. Numerosi gli spunti di riflessione e approfondimento emersi durante l’incontro grazie alla capacità di Mauro Ferro di far emergere interrogativi e a quella di Antonio Sgobba di rendersi disponibile al dibattito con i partecipanti. “Il libro – ha detto Ferro – offre una visione ampia e storica sul tema della fiducia ma sarebbe stato lo stesso questo lavoro senza la pandemia?”. Il titolo, ha detto l’autore, avrebbe dovuto essere “La società della diffidenza” perché, in fondo, gran parte del libro parla di questo. Si è scelto però un titolo che fosse di buon auspicio. Infatti, se è vero che viviamo in un momento di crisi della fiducia, dobbiamo essere consapevoli che questi momenti sono stati sempre ciclici nella storia. Il libro è in linea con il precedente Il paradosso dell’ignoranza da Socrate a Google” (Il Saggiatore). C’è un nesso, infatti, tra ignoranza e fiducia perché la prima non è una situazione negativa ma solo un punto di partenza. Per andare avanti, però, la fiducia è necessaria. Oggi i giganti della Silicon Valley sono convinti che sapere tutto sia positivo. Tutto ciò, però, annulla la fiducia. “Chi non sa, non può ragionevolemente fidarsi ma oggi si rivendica l’ignoranza cavalcata da leader populisti” ha proseguito. La stesura del libro è iniziata molto prima della pandemia e si è conclusa nei mesi scorsi. Da anni la fiducia vive momenti bui. Già nel 2007/08 gli esperti ed i politici non erano stati in grado di prevedere la crisi economica. Il Covid ha portato nelle nostre vite, oltre la paura per qualcosa di sconosciuto, una babele di pareri e tesi contrapposte da parte del mondo scientificio ma anche politico. A chi credere? “Per quanto mi riguarda, mi ha fornito l’opportunità di vedere come la fiducia può entrare in crisi. Rispetto alla pandemia, modelli sociali diversi hanno reagito in modo differente”, Sicuramente, la fiducia entra in crisi maggiormente quando sono maggiori le disuguaglianze. Quindi, la fiducia non è determinata, nel bene e nel male, dalla tecnologia utilizzata ma ha un ruolo fondamentale su come si struttura. Certamente, i social ci dicono quello che vogliamo sentirci dire. Si parla di bolle e camere dell’eco che, spesso, vengono confuse ma non sono la stessa cosa. Nel primo caso, vengono selezionate le voci da ascoltare escludendone alcune. Nel secondo, invece, si screditano voci contrarie alle nostre anche se giungono da fonti autorevoli. È un fenomeno sempre più diffuso e che contraddistingue le sette. Di certo, la mancanza di fiducia è anche legata alla mancanza di accettazione della complessità. Ci manca la relazione, cerchiamo di essere autosufficienti per semplificarci la vita e ci rifugiamo in un mondo polarizzato per paura di essere delusi.

Giovanna Cravanzola

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