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Lunedì,18 Aprile 2022 | Scritto da: didattica

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Sabato,12 Marzo 2022 | Scritto da: didattica


LA SALUTE DEL MONDO: SOCIETÀ, NATURA, PANDEMIE”

LUCA SAVARINO E PAOLO VINEIS NE DISCUTONO CON BEPPE ROVERA AL CASTELLO DI CISTERNA

Sabato 9 aprile 2022 - alle 16,15 al Castello di Cisterna - Luca Savarino e Paolo Vineis hanno presentato “La salute del mondo: società, natura, pandemie”(Feltrinelli). Ne hanno discusso con il giornalista Beppe Rovera. L’incontro è stato promosso da Polo Cittattiva per l’Astigiano e l’ Albese – I.C. di S. Damiano, Museo Arti e Mestieri di un Tempo di Cisterna, Israt con Fra Production Spa, Libreria “Il Pellicano” e Aimc di Asti. Come ha sottolineato in apertura Beppe Rovera, si tratta di un libro particolare, more…

Martedì,22 Febbraio 2022 | Scritto da: didattica


TESEO E IL MINOTAURO. IL MITO DEL LABIRINTO

Una nuova videosofia per parlare del mito quello che si è svolto in videoconferenza giovedì 17 marzo 2022 con il prof. Alberto Banaudi giovedì 17 marzo 2022. Questa volta si è parlato di “Teseo e Minotauro. Il mito del labirinto”. L’iniziativa, inserita nel percorso “Vecchie e nuove R-esistenze: - Ancora riconnessioni_8″ è stata promossa da Polo Cittattiva per l’ Asti- giano e l’ Albese – I.C di S. Damiano, Museo di Cisterna, Israt, Associazione “Franco Casetta” con Fra production spa, Libreria “Il Pellicano” e Aimc di Asti.

Teseo ed Eracle rappresentavano i prosecutori dell’opera ordinatrice di Zeus basata sulla giustizia che, però, era perfetta ma more…

Lunedì,8 Novembre 2021 | Scritto da: didattica

Sabato 20 novembre 2021 sono riprese gli incontri con il prof. Alberto Banaudi con la nuova videosofia dal titolo “La musica impossibile. Orfeo, Ulisse e le sirene”. L’iniziativa, inserita all’interno del percorso “Vecchie e nuove R-esistenze:… ancora Riconnessioni_4”, è stata organizzata da Polo Cittattiva per l’Astigiano e l’ Albese - I.C. di San Damiano con Museo di Cisterna, Fra Production Spa, Lib. “Il Pellicano”, Aimc di Asti e, nell’ambito dell’iniziativa #bottiglieperlacultura, con Cantine Povero distribuzione srl, Azienda agricola Vincenzo Bossotti. Azienda Agricola Cà di Tulin.

Da tempo – ha detto in apertura il prof. Banaudi - mi sono appassionato al tema della musica nella mitologia greca e, soprattutto, a quello della ‘musica impossibile’, quella che non si può udire ma che sa compiere cose straordinarie anche se, alla fine, dichiara la sua impotenza”. La grecità ha sempre fatto i conti con i limiti e la pericolosità della musica. In alcuni racconti si ravvisa questo sentimento di perplessità. Innanzitutto è necessario chiarire la differenza tra musica apollinea e musica dionisiaca. La prima si eseguiva con la lira, era discreta e poteva essere accompagnata dal canto. Era considerata pedagogica e catartica. La musica dionisiaca, invece, utilizzava i tamburi e una sorta di flauto. Era indefinita, molto pervasiva e poteva produrre ipnosi. Era ritenuta pericolosa. Ad Atene, ad esempio, si squalificava come musica che andava bene per i ragazzi tebani (che si trovava in Beozia ed erano considerati non particolarmente intelligenti) ma non per quelli ateniesi. Il mito racconta che Hermes inventò la lira da un guscio di tartaruga e, dopo, la regalò ad Apollo. Un’ invenzione di primaria importanza, dove la tecnica è vista come prodotto della cultura umana. Il flauto, invece, si riteneva fosse stato inventato da Atena che lo gettò come oggetto nefasto. Venne però trovato dal satiro Marsia che iniziò a suonarlo, imparò a farlo benissimo e gli piacque molto. Arrivò a sfidare Apollo in una gara di musica. Nella prima fase, quando era presente solo la musica, vinse il flauto. Successivamente, però, ebbe la meglio la lira perchè con essa la voce veniva valorizzata. Infatti Apollo cantò. Alla fine, Marsia fu sconfitto e Apollo lo fece scorticare vivo. La musica dionisiaca è tale perchè irrazionale ed era gradita, ad esempio, alle baccanti. La musica apollinea, invece, era gradita ai pitagorici. Nietzsche ne “La nascita della tragedia”, intendeva proprio questo: la parte apollinea è quella delle parole, della trama, del ragionamento mentre quella dionisiaca è musica, danza, componimenti irrazionali dalla vita dell’ uomo. La tragedia è proprio questo: in un una trama ordinata, guardare il fondo dionisiaco delle cose. Orfeo, con la musica, vuole distruggere la morte. Si tratta del mito più antico dell’epica greca, inserito nel viaggio degli argonauti. La nave degli Argonauti è stata la prima a solcare i mari. Giasone doveva recuperare un vello d’oro. La musica dava un ritmo ai marinai e risolveva le insidie tra le quali quello delle Sirene. Le Sirene non avevano un canto preciso ma si parlava di voce. Erano figure mitologiche simili alle Arpie però avevano voce bellissima, quasi come quella delle Muse pur senza averne le parole. Gli Argonauti non erano stati avvisati come aveva fatto Circe con Ulisse e stavano per fermarsi. Il pericolo era quello di perdersi sulle strade del mondo e di concludere il viaggio. Orfeo capì cosa fare andò a prua, suonando la lira e cantando. Un ritmo sonoro e veloce, una contromusica per non sentire la voce delle sirene e vinse la sfida. Le sirene sconfitte non poterono far altro che morire inabissandosi nel mare. Apollonio Rodio, però, non racconta della morte Sirene e non lo fa perchè si ritrovano successivamente nel viaggio di Ulisse. Dice soltanto che Orfeo le sconfisse.

Ulisse ci racconta un canto delle sirene articolato anche in parole. È l’unico umano sopravvissuto ad aver sentito quel canto e, nel contesto dell’Odissea, questo significa molto. Le Sirene lo adulano, hanno una voce meravigliosa e lo invitano dicendogli che gli canteranno la storia della Guerra di Troia, un’Iliade a sua misura, solo per compiacerlo. Ulisse, così, si sente protagonista. Le Sirene, quindi, adulano gli uomini che cantano il mito di noi stessi che ci vede eroi di imprese mirabolanti ed è il senso stesso della vita di ciascuno che, nello stesso momento, arriva alla meta. Però un eroe che ascolta un canto celebrativo mentre è ancora vivo, è un’aberrazione. É come un uomo proclamato santo da vivo. Se si fosse fermato, il suo nome sarebbe scomparso per sempre. Sarebbe finito come Narciso, inabissandosi nel nulla. Ulisse resiste grazie alla tecnica e alla razionalità. Gli propongono il canto della sua gloria ma, negli inferi, aveva incontrato Achille e aveva cambiato il suo modo di pensare. L’eroe, infatti, gli aveva detto che avrebbe preferito essere vivo piuttosto che essere un eroe morto. Per questo Achille invita Ulisse a lasciar perdere il mito, la gloria e di tornare a casa. Quindi, tutti quelli che gli offrono doni per evitarne il ritorno, in realtà vogliono allontanarlo dalla vita. L’Odissea è il poema maturo dell’umano, uno splendido romanzo della vita come ritorno all’umanità.

Ascoltare il canto di noi stessi è pericolosissimo e le Sirene sono muse di morte. Successivamente, Ulisse ascolta il canto di se stesso da Demodoco, l’aedo dei Feaci, in un contesto umano, grazie a questa sorta di sacerdote che ricevuto il dono del canto dalle Muse e può mediare tra gli dei e gli uomini. Ulisse piange, non sente il racconto della sua gloria ma la narrazione della notte della presa di Troia che è di morte e di strage. Viene messo di fronte alle conseguenze delle sue azioni: le peripezie lo hanno reso fragile e sensibile al dolore ma anche capace di capire quello inflitto agli altri. Diventa empatico e piange come le sue vittime. Per questo il canto di Demodoco è diverso da quello delle sirene. Non tutti, però, possono ascoltare questo canto che proviene dalle Muse attraverso l’aedo e, assolutamente, non da false muse come le Sirene.

Giovanna Cravanzola

Lunedì,23 Novembre 2020 | Scritto da: didattica


TEATRO GRECO E FILOSOFIA – 2° INCONTRO

LA MORTE DI EDIPO E SOCRATE RACCONTATE DAL PROF. ALBERTO BANAUDI

Edipo e Socrate, mito e realtà, corpo e anima, morte e immortalità. Sono stati questi i temi trattati dal prof. Alberto Banaudi venerdì 4 dicembre 2020 nella videosofia ”Teatro greco e filosofia – 2° incontro”. L’iniziativa è stata organizzata dal Polo cittattiva per l’astigiano e l’albese, Museo Arti e Mestieri di un Tempo con Fra production more…

Domenica,7 Giugno 2020 | Scritto da: didattica


volantino20GIU2020_IMMORTALITA_2_BANAUDI_MATTARELLA

“IL PASSATO E IL FUTURO DELL’IMMORTALITA’ - 2° incontro

ALBERTO BANAUDI E FRANCO MATTARELLA ALLE VIDEOCONFERENZE AL TEMPO DEL COVID

Il 20 giugno 2020, si è concluso il ciclo di videosofie “Il passato e il futuro dell’ immortalità” con Alberto Banaudi e Franco
more…

Sabato,22 Febbraio 2020 | Scritto da: didattica

volantino 7MAR2020_MITI_FILOS_3_BANAUDI_CISTERNA

Domenica,27 Ottobre 2019 | Scritto da: didattica

volantino 9NOV2019_MITI_FILOS_BANAUDI_CISTERNA

“I MITI E LA FILOSOFIA – 2° incontro”

IL MITO DI PROMETEO: TECNICA E VALORI: VIAGGIO IN COPPIA O SOLITARIO?

REGISTRAZIONE DELL’INCONTRO IN FORMATO MP3

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Dopo l’intenso incontro del 12 ottobre scorso con il prof. Alberto Banaudi, sabato 9 novembre 2019 si è tenuto il secondo appuntamento del ciclo “I miti e la filosofia”. L’iniziativa è stata organizzata dal Polo more…

Domenica,29 Settembre 2019 | Scritto da: didattica

volantino 12OTT2019_MITI_FILOS_BANAUDI_CISTERNA“I MITI E FILOSOFIA: CERCANDO IL CANTO DELLE SIRENE

PER COMPRENDERE L’ESSENZA PROFONDA DELLA NOSTRA ANIMA”

NE HA DISCUSSO IL PROF. ALBERTO BANAUDI AL CASTELLO DI CISTERNA D’ASTI

REGISTRAZIONE DELL’INCONTRO IN FORMATO MP3

Banaudi

Al castello di Cisterna d’Asti, sabato 12 ottobre 2019, il prof. Alberto Banaudi ha aperto il calendario dei nuovi appuntamenti promossi dal Polo Cittattiva per l’Astigiano e l’Albese – I.C. di San Damiano d’Asti con il Museo Arti e Mestieri di un Tempo e il Comune di Cisterna d’Asti, la Fra production spa, le Cantine Povero distribuzione srl, l’Israt e l’Aimc di Asti, l’EBMA, l’Associazione “Franco Casetta”. Il prof. Banaudi è laureato more…

Lunedì,18 Ottobre 2010 | Scritto da: didattica

SCARICA I FILES ALLA PAGINA http://www.oronoronta.org/webpages/2010-10-16_logica.html

A prima vista il titolo del convegno filosofico tenutosi il 16 e il 17 ottobre nelle sale del castello cisternese, patrocinato dalla Rete Museale Roero Monferrato, dall’AIMC e dal gruppo culturale Oron Oronta, potrebbe apparire ad alcuni una contraddizione, ad altri un’impresa titanica.

I relatori che si sono avvicendati hanno offerto molteplici possibilità di riflessione e di rilettura dell’emozione, aspetto imprescindibile e vitale nell’esistenza di ciascuno. Secondo Giancarlo Tonani esiste un mito di una caverna emotiva primordiale che è necessario recuperare; le scene di caccia rappresentate nelle pitture rupestri vengono, a ragione, considerate oggetti d’arte e ad uno sguardo più attento si nota che l’animale è rivestito di una dignità intatta, a differenza dell’umanità indaffarata, alla stregua di una divinità; mentre l’uomo compare raramente. Il pensare è un fatto miracoloso, un atto ugualmente creativo quanto la pittura; sul fondo della caverna metaforica si annida una sapienza che da sola non serve a niente; ma il gesto primordiale di chi intinge la mano in qualche pigmento e la stampa sulla roccia costituisce l’unico riparo da una dilagante, sterile e fredda insensatezza. more…